Prossima asta
#284
Asta di Filatelia
/ 31 OTT 2017
VENDITA GENERALE - Ducati Italiani, Italia Regno, Italia Repubblica, Colonie, Posta [..]

Riflessioni di Stefano Cosenz

La stagione filatelica 2016-17 è ormai chiusa e i risultati generali ottenuti nelle aste e nelle vendite al dettaglio ci pongono delle riflessioni a 360° sulle direzioni che il mercato potrà seguire nel prossimo futuro.

L’andamento del mercato filatelico è totalmente cambiato. Innanzitutto, il mercato filatelico è cambiato rispetto a non troppi anni fa: questo cambiamento rispecchia un trend non solo nazionale, ma che si conferma in tutti i paesi occidentali. La filatelia, alla stregua di altri settori del collezionismo, come la numismatica e i libri antichi, è considerata un bene antiquariale che testimonia la storia e come tale comprende il comparto dei francobolli e della storia postale (emissioni antiche e classiche) che si chiude con la seconda guerra mondiale. In ambito nazionale parliamo delle emissioni degli Antichi Ducati prima della riunificazione del Regno, delle emissioni classiche del Regno riunificato ovvero degli ultimi decenni del XIX secolo fino allo svolgersi della prima guerra mondiale che porterà all’annessione delle terre redenti, dell’epoca fascista che oltre alle interessanti e belle emissioni, alcune particolarmente lunghe, degli anni ’20 e ‘30 comprende l’affascinante e storico settore delle emissioni di Posta Aerea dedicate alle celebri trasvolate aeree. Segue un periodo assai complesso della storia d’Italia, il quinquennio della seconda guerra mondiale, a cui gli studiosi cominciano seriamente ad affacciarsi, essendo da sola una raccolta di grande fascino museale che potrebbe associarsi agli anni dell’immediato dopoguerra, detti della ricostruzione. Infine, questo comparto antiquariale comprende pure une delle collezioni più belle, storicamente affascinanti, con assolute rarità, spesso poco conosciute, rappresentata dalle nostre ex Colonie africane e dalle Occupazioni italiane all’estero. Molti di questi francobolli, ripetiamo, sono rari, soprattutto in perfetto stato di conservazione e ben centrati.

Quotazioni all’asta del mercato filatelico antiquariale. Le quotazioni del comparto antiquariale, benché ben al di sotto delle quotazioni di catalogo, appaiono consolidate e chi oggi acquista all’asta agli attuali vantaggiosi prezzi non perderà il denaro investito. È bene fissare in mente queste quotazioni reali ben lontane da quanto appare sui cataloghi. I cataloghi ormai, dopo questi lunghi anni di crisi finanziaria generale, non riflettono più la realtà del mercato: rappresentano un’indispensabile enciclopedia di informazioni sulle collezioni che ne fanno parte e i prezzi riportati indicano unicamente il grado di rarità delle emissioni che le compongono. A fianco dei cataloghi nazionali, ognuno con le proprie caratteristiche commerciali, Bolaffi, Sassone, Unificato, sta emergendo un’importantissima documentazione enciclopedica, il “Novellario – Enciclatalogo della Posta in Italia” curato da Franco Filanci ed edito da Cif/Unificato, arrivato finora al 4° volume (il primo “Le Regie Poste Italiane” dal 1861 al 1889, il secondo “Una Posta Bella Ếpoque” dal 1889 al 1921, il terzo ”Un Ventennio in Posta” dal 1921 al 1943, il quarto “Da Una Repubblica all’Altra” 1943-1948 dedicato al turbolento periodo della seconda guerra mondiale in Italia, complesso e poco conosciuto anche dal punto di vista filatelico), quattro volumi ricchissimi di quelle informazioni non disponibili in altra letteratura che sono necessarie a formare una “cultura filatelica” in chi è già appassionato o si sta appassionando alla filatela. Oggi i realizzi all’asta confermano che i buoni francobolli, quando reperibili, sono trattati al 20-30% del catalogo Sassone quando sono di assoluta prima qualità, al 5-10% per qualità inferiore, mentre i rari aerogrammi delle trasvolate italiane possono essere trattati anche al 40-50% delle quotazioni Sassone. Come scegliere nel comparto antiquariale? Rimanendo all’interno del comparto antiquariale il collezionista non potrà mai sbagliare. Deve ascoltare la propria passione, i propri stimoli culturali che si appoggiano sugli studi effettuati, sulla propria provenienza geografica, sulla propria professione. Se saprà innanzitutto studiare il settore, frequentare le aste, consultare i cataloghi d’asta internazionali, visitare i convegni filatelici e parlare con i commercianti e i periti filatelici, visitare le mostre molto spesso collegate a questi convegni, leggere le diverse riviste nel settore (vedi ad esempio Il Collezionista edito da Bolaffi trimestralmente), si indirizzerà alla fine ad uno o all’altro dei settori che abbiamo citato e sicuramente non sbaglierà e formerà una raccolta affascinante. Procedendo con calma, conoscendo i propri limiti finanziari e puntando sempre e senza fretta a spendere la cifra “giusta”, cosciente che una collezione filatelica è un bene che si forma a lunga scadenza, potrà acquisire una specializzazione nel suo settore più approfondita di quella di un commerciante filatelico costretto per esigenze professionali ad occuparsi del mercato filatelico a 360° realizzando così acquisti più convenienti. Un consiglio infine: prestare massima cautela alle “vantaggiose” vendite online che possono nascondere brutte sorprese in fatto di qualità se non di genuinità dei lotti offerti.

Quale futuro per la collezione della Repubblica? Il mercato della collezione della Repubblica italiana impone considerazioni completamente diverse e non si discosta da quello delle collezioni filateliche moderne degli altri paesi occidentali. È una raccolta popolare che ogni anno si arricchisce di una cinquantina di nuove emissioni e che oggi, per quel che riguarda la raccolta base, è disponibile sul mercato per poche migliaia di euro, dopo che negli anni scorsi molti nuovi collezionisti, a causa della crisi finanziaria, hanno rinunciato a proseguirla e l’hanno riversata sul mercato. Fatta eccezione per il comparto dell’immediato dopoguerra (le cosiddette emissioni con filigrana ruota, in primis i valori da 300 lire e da 1000 lire Pacchi Postali, rari soprattutto in condizioni di perfetta centratura) e per alcune rare emissioni contemporanee, alcune ancora neglette dagli editori degli album, qui ricordate nel paragrafo successivo, che promettono rivalutazioni, il vastissimo resto della raccolta (dagli anni ’60 ad oggi) è fatto in gran parte di emissioni comuni, ad alta tiratura che rappresentano solo un oggetto ludico e per questo va consigliato al collezionista di acquistarlo in blocco grazie alle vantaggiose offerte all’asta di raccolte avanzate e proseguire la raccolta, per puro divertimento, acquistando solo un esemplare di ciascuna nuova emissione. Lo stesso “Gronchi rosa” del 1961, celebre francobollo anche in ambito internazionale, esistente allo stato di nuovo in circa 70mila esemplari, non è un francobollo raro (ci sono delle emissioni contemporanee a tiratura inferiore) ma solo costoso, e questo giustifica la discesa della sua quotazione negli ultimi anni.

Quali sono le voci contemporanee degne di attenzione? Oltre ai ben noti foglietti dei Diciottenni del 2006 (ne esistono poco più di 30mila), ci sono diversi esemplari di Posta Prioritaria emessi nella prima decade del XXI secolo con particolari “millesimi” o “senza millesimi” rimasti in circolazione per pochi mesi che sono stati trascurati dai collezionisti, il foglietto pubblicitario di Charlie Chaplin del 1989 tirato in soli 6mila esemplari che si rivaluta ogni anno, le rare quattro emissioni di Posta Celere del 1997-98 non ancora ospitate dagli editori degli album, come pure la prima tiratura dent.14 del 750 lire Giornata Filatelia del 1992 con tiratura presunta di 5.500 esemplari (1.100 libretti da 5 es.) che non ha ancora una sua casella come “francobollo tipo” in alcuni album della raccolta.

Che fanno le Poste italiane? Nulla, assolutamente nulla, per valorizzare le nuove emissioni. Malgrado le buone intenzioni espresse nelle recenti riunioni degli Stati Generali e nelle interviste, i fatti parlano diversamente. Le tirature dei commemorativi sono ancora troppo alte per essere disperse sul mercato collezionistico, non viene a supporto la dispersione per corrispondenza che sarebbe indispensabile non solo ad esaurire la tiratura, ma anche a promuovere il francobollo e quindi la passione per la filatelia (bisogna obbligare i rivenditori di carte valori ad approvvigionarsi solo di commemorativi), la grafica dei nuovi francobolli è spesso affrettata e deludente (si consiglia di seguire sul trimestrale Il Collezionista edito da Bolaffi l’eccellente “pagella” delle novità italiane a cura di Franco Filanci).

Una considerazione finale. Quanto sopra espresso dovrebbe portare il lettore a vedere la filatelia come una passione, un modo per divertirsi e imparare, ma anche uno strumento per diversificare i propri risparmi unicamente nel settore antiquariale e – se si è speso bene – riottenere nel tempo il proprio denaro, forse con un plusvalore. Ma senza obiettivi di lauti guadagni.